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Osanna
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Nome: Alessandro Casellato
Inserito il: 13 giugno 2007
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Cuore, onestà, tenacia e continuo scambio di emozioni con il pubblico: luoghi comuni in molti casi, realtà oggettiva per Lino Vairetti, applaudito con i “nuovi “Osanna” venerdì scorso al Teatro Pax di Lurate Caccivio per “Musica in Collina”. La storica formazione napoletana va così ad incrementare l’elenco di celebrità sinora proposte dalla nota manifestazione comasca.
In pieno periodo pop, dal ‘70 in poi, gli Osanna suonavano jazz-rock di taglio partenopeo, hard-folk alla Jethro Tull e canzone impegnata, con testi in italiano, inglese e napoletano. Vairetti, cantante e chitarrista acustico, ne fu fondatore assieme a Massimo Guarino, Elio D’Anna, Lello Brandi e Danilo Rustici, quest’ultimo in formazione sino a poco fa, ritiratosi per motivi di salute. Dal 2001, la dicitura “Osanna” è nuovamente operativa dopo la pubblicazione del disco “Taka Boom”.
Gran parte della scaletta luratese della band, sul palco dopo i supporter Dirty Sanchez, costituita da brani del primo Lp “L’uomo” (‘71): in ordine sparso la titletrack, “Mirror Train” (brano a meta tra l’elogio e la critica a “Bandiera rossa”), “L’amore vincerà di nuovo”, “In un vecchio cieco” “Everybody’s Gonna See You Die” e “Vado verso una meta”.
Preziosi stralci dal secondo disco, colonna sonora di “Milano calibro 9”, film “poliziottesco” anni ’70 con Gastone Moschin: “My Mind Flies” e altre variazioni, e la ballata “There Will be Time”, belli anche senza le originali orchestrazioni di Luis Bacalov, come sempre esaltanti gli estratti dalla suite “Oro Caldo” (da “Palepoli”) ed il riferimento ad uno dei celebri progetti paralleli degli Osanna, i Città Frontale (gli altri sono le formazioni “Uno” e “Nova”), con la bella “Solo uniti”; infine, due pezzi da “Suddance” (1978), “Ce vulesse” e ‘A zingara”, e l’inedita, intensa “Annalisa”, composta dal chitarrista Fabrizio Fedele, giovane come gli altri nuovi compagni di Vairetti: il batterista Gennaro Barba, il bassista Nello D’Anna, il tastierista Oderigi Lusi e il figlio di Lino, Irvin, al sequencer.


AGGIUNTA

Chissà come mai Vairetti ha atteso sino a pochissimo fa prima di riutilizzare il vecchio marchio Osanna? Preceduto dalle reunion storiche, su disco e inconcerto, di Orme, PFM, Banco, Area, New Trolls, persino del Balletto di Bronzo (di tutti questi artisti ed amici scorrevano dietro al palco preziosi filmati, alcuni d’epoca, altri tratti dal loro dvd live antologico “Uomini e miti”), Lino è tuttora amico e collaboratore dei colleghi citati, memore dei superbi festival “Progressivamente” che sino a non molto tempo fa si tenevano a Roma, in cui suonò con il “Progetto Osanna” che, paradossalmente, includeva più membri storici di quanti ne abbia l’attuale formazione.
Vairetti vive artisticamente citando il suo passato - chi avrebbe il coraggio di criticarlo? – ma al solo scopo di espandere la consapevolezza, soprattutto tra il pubblico giovane, di chi erano e cosa rappresentavano gli Osanna ai tempi, in modo non fine a sé stesso ma come base di un nuovo progetto e destino, con nuovi collaboratori, nuovi brani e nuovo entusiasmo. Già dopo “Taka Boom” Vairetti, superbo grafico, scultore e pittore (suoi gli artwork di molti progetti di Osanna & c., definendolo quasi un “Roger Dean italiano”) insegnante in una scuola d’arte, è attivo come produttore discografico e titolare dell’etichetta “Afraka”, instancabile artisticamente e perfettamente integrato in un fermento creativo non dissimile da quello dei primi anni settanta, per pianificare in musica, citando il titolo di un brano di “Suddance”, nonché il recente libro biografico degli Osanna, il futuro di una “Naples in the World.”

Alessandro Casellato