Cuore, onestà, tenacia e continuo scambio di emozioni con il pubblico: luoghi comuni in molti casi, realtà oggettiva per Lino Vairetti, applaudito con i nuovi Osanna venerdì scorso al Teatro Pax di Lurate Caccivio per Musica in Collina. La storica formazione napoletana va così ad incrementare lelenco di celebrità sinora proposte dalla nota manifestazione comasca.
In pieno periodo pop, dal 70 in poi, gli Osanna suonavano jazz-rock di taglio partenopeo, hard-folk alla Jethro Tull e canzone impegnata, con testi in italiano, inglese e napoletano. Vairetti, cantante e chitarrista acustico, ne fu fondatore assieme a Massimo Guarino, Elio DAnna, Lello Brandi e Danilo Rustici, questultimo in formazione sino a poco fa, ritiratosi per motivi di salute. Dal 2001, la dicitura Osanna è nuovamente operativa dopo la pubblicazione del disco Taka Boom.
Gran parte della scaletta luratese della band, sul palco dopo i supporter Dirty Sanchez, costituita da brani del primo Lp Luomo (71): in ordine sparso la titletrack, Mirror Train (brano a meta tra lelogio e la critica a Bandiera rossa), Lamore vincerà di nuovo, In un vecchio cieco Everybodys Gonna See You Die e Vado verso una meta.
Preziosi stralci dal secondo disco, colonna sonora di Milano calibro 9, film poliziottesco anni 70 con Gastone Moschin: My Mind Flies e altre variazioni, e la ballata There Will be Time, belli anche senza le originali orchestrazioni di Luis Bacalov, come sempre esaltanti gli estratti dalla suite Oro Caldo (da Palepoli) ed il riferimento ad uno dei celebri progetti paralleli degli Osanna, i Città Frontale (gli altri sono le formazioni Uno e Nova), con la bella Solo uniti; infine, due pezzi da Suddance (1978), Ce vulesse e A zingara, e linedita, intensa Annalisa, composta dal chitarrista Fabrizio Fedele, giovane come gli altri nuovi compagni di Vairetti: il batterista Gennaro Barba, il bassista Nello DAnna, il tastierista Oderigi Lusi e il figlio di Lino, Irvin, al sequencer.
AGGIUNTA
Chissà come mai Vairetti ha atteso sino a pochissimo fa prima di riutilizzare il vecchio marchio Osanna? Preceduto dalle reunion storiche, su disco e inconcerto, di Orme, PFM, Banco, Area, New Trolls, persino del Balletto di Bronzo (di tutti questi artisti ed amici scorrevano dietro al palco preziosi filmati, alcuni depoca, altri tratti dal loro dvd live antologico Uomini e miti), Lino è tuttora amico e collaboratore dei colleghi citati, memore dei superbi festival Progressivamente che sino a non molto tempo fa si tenevano a Roma, in cui suonò con il Progetto Osanna che, paradossalmente, includeva più membri storici di quanti ne abbia lattuale formazione.
Vairetti vive artisticamente citando il suo passato - chi avrebbe il coraggio di criticarlo? ma al solo scopo di espandere la consapevolezza, soprattutto tra il pubblico giovane, di chi erano e cosa rappresentavano gli Osanna ai tempi, in modo non fine a sé stesso ma come base di un nuovo progetto e destino, con nuovi collaboratori, nuovi brani e nuovo entusiasmo. Già dopo Taka Boom Vairetti, superbo grafico, scultore e pittore (suoi gli artwork di molti progetti di Osanna & c., definendolo quasi un Roger Dean italiano) insegnante in una scuola darte, è attivo come produttore discografico e titolare delletichetta Afraka, instancabile artisticamente e perfettamente integrato in un fermento creativo non dissimile da quello dei primi anni settanta, per pianificare in musica, citando il titolo di un brano di Suddance, nonché il recente libro biografico degli Osanna, il futuro di una Naples in the World.
Alessandro Casellato