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Michael Manring
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Nome: Camillo Forcella
Inserito il: 09/03/2006
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Giulio Bianchi ha stupito ancora! Dopo Bensusan, considerato dai più il talentuoso compositore e chitarrista acustico vivente, ha portato a "musica in collina" il più sensazionale (sotto tutti i punti di vista) bassista in circolazione: Michael Manring! Conosco Manring dai tempi in cui suonava con il mai troppo compianto Michael Hedges: due personaggi sicuramente che si sono influenzati l'un l'altro oltre che per le sonorità anche per l'appassionata ricerca di nuove tecniche e tecnologie applicate ai loro strumenti. Manring sabato sera, già al primo brano mi ha lasciato di sasso: il basso (a 4 corde) suonato come una chitarra! A me sarebbe bastato quello, ma poi lui ha continuato a deliziarmi con il fretless e con l'Hyperbass e dopo, sinceramente, mi sono detto: anche lui viene da ...qualche altro pianeta! Ma la tecnica di Manring non era mai fine a se stessa, la Musica continuava a riempire l'auditorium...
Non voglio comunque dimenticare che Michael ha suonato assieme ad altri due e musicisti: uno a me noto, Paolo Sereno, che ha mostrato, come in Italia ci sono fior di chitarristi acustici (a proposito Vi informo che il 1° di aprile suonerà a Chiasso, Teatro Excelsior, Franco Morone, che consiglio a tutti di andare ad ascoltare): peccato che, forse, ha suonato un po' poco; magari un'altro paio di brani da solo avrebbero reso più apprezzabile la sua esibizione.
Da ultima la chitarrista-compositrice Jacqueline Perkins: anche lei molto brava, ma, forse, un po' troppo legata alle sonorità della prima Joni Mitchell.
Insomma un'altra grande serata di Musica, con la speranza che Giulio sappia ancora stupirci con altre proposte!

Camillo Forcella

Nome: Patrick Djivas
Inserito il: 07/03/2006
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Ho assistito con enorme piacere al concerto del mio amico e collega Michael Manring presso Musica in Collina. Volevo con questo messaggio ringraziare a nome di chiunque ami non solo il basso elettrico ma la musica in generale gli organizzatori di questo fortunato evento.
Michael si trova in questo momento al vertice assoluto della piramide mondiale del basso elettrico, sia per la totale padronanza delle nuove tecniche sullo strumento (molte di queste inventate proprio da lui), che per la formidabile proposta musicale e artistica; è un grande privilegio ascoltare e vedere da cosi vicino l'esibizione di un artista di questo calibro.
In collina, sabato sera, non c'era solo musica ma Arte con la A maiuscola.
Un saluto a tutti

Patrick Djivas – bassista della PFM - Premiata Forneria Marconi

Nome: Claudio Giuffrida
Inserito il: 06/03/2006
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Pur non essendo un suonatore di basso capisco e condivido l’entusiasmo di Papini per Manring, nella strabiliante performance live di sabato sera. Ci siamo resi conto subito che musicista geniale avevamo davanti. Vederlo suonare è stato entusiasmante per la sua capacità di comunicare anche il piacere, direi la gioia di fare del basso uno strumento in grado di personalizzare qualunque suono, di esprimere ricercate melodie “inaudite” quanto “inudite”.
Per chi non è un esperto può forse interessare sapere che sul palco si è alternato all’ headless bass (fretted), al basso fretless (con un extented fingerboard che aggiunge altre 3 ottave) ed ad uno splendido Hyperbass (ideato da Joe Zon su suo progetto) che gli permette di alterare l’accordatura (de-tuning) delle singole corde proprio mentre suona. Strumenti che ha spesso utilizzato anche contemporaneamente, come si può vedere anche in alcuni suoi video-filmati, per miscelarne le diverse sonorità in modo poliritmico. Una ricerca che si arricchisce anche di tecnologia elettronica: il digital delay per creare tappeti sonori (loops) su cui costruire trame magiche; l’utilizzo dell’Ebow, un dispositivo che tiene nella mano sinistra e che in relazione con le singole corde può prolungare il suono a piacere; non espedienti ma parti integranti-integrate nello strumento per dare sempre più espressività alla sua musica ed al suo genio creativo. Fa piacere sapere dalle sue parole il sinergismo creativo avuto con michael hedges, altro genio che ha rivoluzionato il modo di comporre con la chitarra arricchendola di colori, ritmi e suoni (e nuove accordature). In comune senza dubbio la volontà di scardinare le obsolete conoscenze dei rispettivi strumenti e la capacità di introdurre nuove e strabilianti tecniche, originali idee compositive e stili avventurosi: qualcosa che non è mai stato fattoprima.

Claudio Giuffrida

Nome: Claudio Giuffrida
Inserito il: 05/03/2006
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Altro concerto magnifico ieri sera!
Dimostrazione che il virtuosismo va d’accordo anche con coinvolgimento emotivo, spettacolarità, ricerca musicale, sonorità superbe. Un Michael Manring davvero capace di esplorare tutte le potenzialità dello strumento….un "hyperbassista" soprattutto solista che ci ha mandati tutti in visibilio! Ispirato e complesso, capace di sfumature imprevedibili e di potente ritmicità.
Mission non impossibile per Paolo Sereno che ha sostituito Paolo Giordano con umiltà, simpatia e notevole bravura. Fantastica la sua tecnica di “fingercussion”, (finger + percussion) come definita dal compianto chitarrista Dadì, percuotendo le corde con il dorso delle unghie per ottenere l’effetto percussivo che si aggiunge alla melodia
del brano. Bravissimo Sereno ad espandere il linguaggio del fingerpicking della chitarra acustica con i colori delle percussioni e bellissima la sua versione di last train home.
Brava ma in fondo non simpaticissima Jacqueline Perkins, chitarrista molto tecnica e cantante molto professionale (un po’ troppo simile però alla mitica Joni Mitchell). Nonostante gli intenti di parlare al pubblico è risultata algida e poco coinvolgente. Solo una mia impressione?
In ogni caso una serata speciale di altissimo livello tecnico e musicale.
Grazie Giulio e grazie anche a chi crede in questi spettacoli e ce li regala.

Claudio Giuffrida

Nome: Andrea Papini
Inserito il: 05/03/2006
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Come presidente di un'assocoazione la cui prima missione è quella di promuovere la cultura bassistica sul territorio nazionale (http://www.noibassisti.it) non posso che plaudire la scelta di inserire in calendario per questa edizione di "musica in collina" il grandissimo Michael Manring.
In prima persona ogni anno cerco di avere Michael all'evento annuale dedicato al mio amato strumento e comunque seguo il bassista californiano ovunque sia raggiungibile.
Il perchè sono convinto si sia palesato questo sabato anche agli occhi del pubblico di questa bella rassegna.
Michael rappresenta il passato, il presente e di anno in anno definisce le nuove frontiere del basso elettrico.
Michael fa questo non solo tecnicamente (la sua padronanza di uno strumento quale il basso fretless è a dir poco spaventosa), ma sopra ogni inaspettato limite lo fa musicalmente.
Michael con ogni nota supera i limiti espressivi dello strumento, i limiti armonici, i limiti compositivi e lo rende un mezzo della sua altissima caratura compositiva.
Insomma, Olgiate Comasco ha avuto nel suo bellissimo auditorium un genio e un esploratore.
Olgiate comasco ha ospitato il più grande bassista elettrico di tutti i tempi e uno dei più grandi musicisti attualmente in circolazione.

Un sentito ringraziamento alla direzione artistica per la scelta di inserire questo genio nella programmazione.

Andrea Papini