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PIERRE BENSUSAN
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Nome: Claudio Giuffrida
Inserito il: 12 marzo 2006
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C’è un’errata corrige nell’articolo sul concerto di Bensusan….l’accordatura che Peter Finger usa più di frequente è EBEGAD.
Chitarrista incredibile sarebbe un ottimo seguito a Bensusan come lo potrebbe essere anche Peppino D’agostino….Giulio sei avvisato!

Claudio Giuffrida

Nome: Claudio Giuffrida
Inserito il: 11 marzo 2006
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Spettacolare conferma di qualità e di pubblico alla rassegna di Musica in Collina per il concerto a Lurate Caccivio, il 5 febbraio scorso, di Pierre Bensusan.
Apprezzabile anche per questa edizione la conferma della gratuità dei concerti che ha favorito un richiamo di appassionati da tutto esaurito. Non scontato l’interesse che avrebbe suscitato una musica eseguita alla sola chitarra acustica ed in gran parte caratterizzata da lunghi strumentali, soprattutto per un pubblico vario e non specializzato in un genere particolare come il fingerpicking. Ma Bensusan ha saputo andare oltre ogni facile etichettatura, la sua musicalità si è espressa davvero a 360 gradi, e dalle ripetute richieste di bis ha dimostrato di essere riuscito a coinvolgere completamente il pubblico con superba padronanza tecnica e originalità del linguaggio musicale al di là di ogni migliore aspettativa.

Il chitarrista franco-algerino ha saputo comunicare in modo sorprendente con il pubblico, presentando i suoi brani con misurata e fine ironia e con la piacevole semplicità dei suoi modi ed impressionando per la complessità e la varietà della sua musica.
Molto concentrato ha iniziato il concerto con i brani strumentali dal suo ultimo cd Altiplanos, dedicato a Ingrid Bettencourt, la donna franco-colombiana che aveva rappresentato il partito verde alle ultime presidenziali colombiane, poi sequestrata e tuttora nelle mani delle FARC.
Ha meravigliato la platea con la complessità armonica delle sue composizioni sorprendendo per l’originalità dei suoni e lo stile delle sue idee musicali muovendosi con impressionante naturalezza per tutta la tastiera della sua chitarra. Sicuramente forte dell’esperienza di 2000 concerti alle spalle…..
Magnifico lo strumento prodotto dalle mani fatate del liutaio irlandese Lowden, amplificato in maniera equilibrata, impeccabile e guidato dal solo pedale di volume.
Una chitarra che nelle sue mani riesce a fondere la presenza e la durata delle note più acute con il suono profondo dei toni medi ed i bassi dalla timbrica più calda: capace di suoni con ogni tipo di dinamica, arricchiti da linee di basso marcate o ipnotiche, da melodie a volte delicate, a volte strappate con forza, o impreziositi dagli armonici più magici.
Ma agli appassionati che la chitarra la vorrebbero suonare con la stessa abilità e magia ha sempre consigliato:”devi nutrire le tue dita con l’immaginazione di ciò che vorresti sentire.”
Coinvolge moltissimo di Bensusan la padronanza assoluta di tutti i linguaggi musicali che svuotati da ogni scontato riferimento raggiungono lo scopo di esprimere emozione, comunicare entusiasmo ed autentico coinvolgimento poetico.
Forte di una struttura compositiva che sa alternare momenti di intenso lirismo a un’imprevedibile varietà di ispirazioni, ha dimostrato di aver metabolizzato molte influenze musicali in modo incredibile non facendone trasparire più traccia nelle sue composizioni. Questo è anche il suo genio, di riuscire a sfuggire alle definizioni, all’appartenenza ad un genere. (fingerpicking, world-music, folk, new-age)
Utilizzando scale con effetto arpeggiante, fondendo in modo originale la musica colta di origine classica, sonorità raffinate dal sapore jazz, i colori della musica latino-americana, la musica maghrebina e medio-orientale, influenze percussive e “colori” presi in prestito da altri strumenti (oud), ha eseguito una varietà di brani sempre coinvolgenti, facendo crescere in chi lo ascolta la sensazione di comprendere, apprezzare ed aderire alla bellezza assoluta delle sue composizioni.
Nel seconda parte del concerto, durato complessivamente più di due ore, ci ha deliziato con un lungo ed apprezzato medley di brani tipicamente irish, della migliore tradizione celtica e di sua originale composizione (the last pint) che ha trascinato il pubblico in scroscianti applausi: a ricordo proprio dei suoi primi dischi dalla metà degli anni settanta fortemente impreziositi dagli originali arrangiamenti di accattivanti melodie irlandesi.
Per arrivare poi ai suoi cavalli di battaglia: Agadiramadan, l’alchimiste, la femme cambrée,
ai brani So long Michael dedicato a Michael Hedges, Intuite dedicato ad un musicista irakeno di oud-liuto arabo.
Il virtuosismo in questi brani sa però esprimere cultura, sensibilità, entusiasmo, ed amore per uno strumento a cui Bensusan ha dato espressività come pochi altri. Maestro nel dadgad tuning il suo comporre ed arrangiare con la chitarra trova uguali solo in pochi maestri: Paco de lucia (standard tuning), Steve Baughman (orkney tuning), Peter Finger (ebdgad tuning) che come lui stanno esplorando nuovi linguaggi musicali.
Non pago di tali abilità chitarristiche ha saputo anche abbinare alle improvvisazioni strumentali originali vocalizzi a volte con voce soffusa, a volte potente; oppure cantando delicate ed ispirate canzoni sempre contrappuntate da sofisticate architetture armoniche. Spicca tra queste Demain, des l’aube con testo che include estratti dalla poesia “A Villequier” di Victor Hugo.
Un concerto quindi che è stato entusiasmante e di grande qualità, dove chi scrive si aspettava solo di vederlo duettare con se stesso in vertiginosi loops grazie all’uso del digital delay con cui già negli anni 80 riusciva ad espandere la chitarra solista in un’orchestra viva e pulsante.
Ma ovviamente al nostro Bensusan non piace ripetersi ed il trade-mark dei suoi concerti live di allora trova spazio questa volta solo in alcune tracce del suo nuovo cd.
Termino citando le parole dello stesso Bensusan: “Non guardo alla chitarra solo come uno strumento, ma ad un veicolo che convogli emozione e racconti storie.” Gliene siamo grati.

Claudio Giuffrida

Nome: Claudio Giuffrida
Inserito il: 21 febbraio 2006
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Che fantastica intervista! Complimenti e grazie a Rita, sarà che Bensusan mi piace da così tanto tempo….ma mi è piaciuto molto leggere soprattutto questo:

“. Ci deve essere uno spazio, all’interno del lavoro di un artista, dove la gente possa sentirsi invitata ad entrare.
Per me questa è l’Arte per eccellenza: riuscire a incarnare i sentimenti più autentici, esprimere esattamente quello che senti! Perché dovrebbero esserci dei confini? Quando leggi un poeta cinese, brasiliano o giapponese, cerchi quello che c’è di universale nel suo lavoro, cerchi quello che è comune alla tua esperienza.
Ma ciò che è soprattutto piacevole, per me, è il fatto di suonare, e capire che hai dato qualcosa alla gente, e sapere che, una volta finito il concerto, tu sei rimasto nei cuori di questa gente. Non c’è posto migliore dove stare.”

Claudio Giuffrida

Nome: Camillo
Inserito il: 7 febbraio 2006
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Per Piero (sperando che non mi voglia male...): Pierre è un "extra-terrestre", noi terrestri possiamo "solo" sognare di poter suonare come lui ...anche ci prendesse per mano!

Camillo

Nome: Piero
Inserito il: 6 febbraio 2006
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"Dopo di lui sarà difficile fare meglio".
Parole di Giulio Bianchi, raccolte "a caldo". Hai proprio ragione, Giulio.
"Eccezionale...", ho ripetuto tra me per tutta la serata, rapito: "...anch'io vorrei saper suonare la chitarra cosi!"
La sua Arte ieri sera ha toccato le mie corde interiori, che sono entrate in risonanza con la sua musica e chiudendo gli occhi ho immaginato che Pierre prendesse la mia mano e delicatamente mi tirasse su, al "suo" livello di armonia e bellezza, almeno per il tempo del concerto, dove io strimpellando la mia chitarra non potrei mai arrivare da solo...

Ciao a tutti e grazie Giulio dell'opportunità!
Piero

Nome: Camillo
Inserito il: 6 febbraio 2006
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Volevo ringraziare Giulio Bianchi per essere riuscito a portare alla rassegna un personaggio come Bensusan che ieri sera ha, secondo me, ha offerto un saggio di cosa voglia dire fare MUSICA!

Grazie Giulio (ed ovviamente grazie a ...Pierre Bensusan!)

Camillo